L’esposimetro

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, quando scattiamo andiamo a modificare tempo di scatto, apertura ed ISO alla ricerca dell’esposizione voluta. Questo ci consente di decidere come rendere la foto e quali dettagli catturare, in quanto la scena inquadrata potrebbe avere un range dinamico molto esteso, e la nostra macchina fotografica potrebbe non riuscire a catturarlo nella sua interezza.

Come decidere allora cosa esporre correttamente? Come sapere che combinazione di tempi/ISO/apertura utilizzare per avere una foto che non sia sovra o sotto esposta?

Fortunatamente le macchine fotografiche moderne sono molto avanzate, ed integrano al loro interno un esposimetro, che ci permette di avere una visione istantanea della nostra esposizione. Tuttavia l’esposimetro, per quanto preciso, è uno strumento “stupido”, in quanto misura con precisione solo quello che noi gli diciamo di andare a misurare, e nelle macchine fotografiche ci sono settaggi diversi per impostarne il comportamento a seconda della situazione in cui ci si trovi.

I nomi dei diversi metodi di misurazione cambiano a seconda del produttore della propria fotocamera, ma generalmente restano simili nella loro funzione: il consiglio è sempre quello di consultare il manuale della propria attrezzatura per avere un’idea migliore di come effettivamente si comporti ogni singola impostazione; possiamo però identificare le modalità “principali”, a prescindere dal loro nome:

Misurazione Valutativa: L’esposimetro analizza tutta la scena e calcola l’esposizione globale della scena inquadrata. E’ un tipo di misurazione automatica, che va bene per diverse situazioni ma lascia alla fotocamera ed ai suoi algoritmi il compito di decidere quale sia la parte da esporre correttamente. E’ molto prona ad errori in casi di luci forti presenti in scena, in caso di colori bianchi o neri (che potrebbe interpretare come fonti di luce/ombra) ed in caso di soggetti distanti illuminati da una luce diretta, che rischiano di venire “bruciati” nel tentativo di esporre una scena meno illuminata del soggetto stesso.

Misurazione Parziale: L’esposimetro analizza un’area centrale, di dimensioni variabili a seconda del modello e del sensore della fotocamera, ed espone correttamente l’area analizzata. Come si può immaginare, è ottima nel caso in cui il nostro soggetto si trovi nella zona centrale della nostra inquadratura, mentre ovviamente sbaglierà in maniera clamorosa se al centro del nostro mirino ci fosse una fonte di luce diretta, una zona d’ombra o anche solo un soggetto secondario illuminato diversamente dal nostro soggetto principale. In caso di ritratti invece è particolarmente indicata, in quanto sovente nel ritratto si tende a mantenere il soggetto in posizione centrale, e la misurazione parziale ci assicura che sia esposto correttamente.

Misurazione Ponderata Centrale o Media Pesata al Centro: L’esposimetro, come nella misurazione parziale, analizza un’area centrale del fotogramma ed in più la zona circostante, di dimensioni variabili a seconda di marca e modello della fotocamera. La differenza principale è nella rilevanza che essa dà ai diversi livelli di luminosità: mentre nella misurazione parziale quello che cade “fuori” dall’area analizzata non ha alcun peso sul calcolo dell’esposizione, nella media ponderata viene appunto fatta una media totale di tutta l’area analizzata, assegnando un peso maggiore alla zona centrale ma tenendo in considerazione in maniera graduale anche tutta la zona più ampia misurata. E’ una modalità molto utile come “jolly”, in quanto solitamente riesce a calcolare un’esposizione corretta anche con un soggetto non perfettamente al centro dello scatto, tenendo comunque in considerazione l’ambiente circostante.

Misurazione Spot: L’esposimetro analizza il punto centrale ed espone correttamente quel punto e basta. E’ la modalità più utile e precisa disponibile, e contemporaneamente la più difficile da usare e soggetta ad errori. L’esposimetro infatti misura la luce riflessa, ed avere un punto singolo di misurazione fa si che si debba essere molto precisi nella scelta di QUALE punto del soggetto andare a misurare: un uomo in giacca nera e camicia bianca verrebbe esposto in due maniere totalmente differenti con uno spostamento di pochi centimetri della nostra inquadratura. E’ tuttavia il modo migliore per affrontare scene difficili, in cui magari i punti di interesse di una scena siano piccoli e/o illuminati diversamente dal resto (ad esempio una vetrata di una chiesa, una finestra, un abito da sposa e via dicendo).

 

La misurazione spot in questo caso mi ha permesso di esporre correttamente un soggetto (Brian May!) illuminato da una singola forte fonte di luce, mentre la scena era soggetta a continui cambiamenti di luminostià

 

Per concludere qualche piccolo consiglio per “azzeccare” l’esposizione:

Esponete per le luci: se avete davanti una scena con forti luci, usate la modalità d’esposizione che vi consenta di preservare il dettaglio nelle parti illuminate, in quanto in post produzione è sempre possibile recuperare informazioni dalle ombre, mentre quando una luce “brucia” e viene registrata come bianca non c’è modo di recuperarne i dettagli.

Bloccate l’esposizione: se siete in crisi e non sapete come esporre, usate l’esposizione parziale, trovate quello che volete sia esposto correttamente e bloccate l’esposizione (cercate sul manuale come fare con la vostra macchina fotografica, solitamente c’è un tasto dedicato con il simbolo di un asterisco, da tenere premuto per mantenere fissa l’esposizione). Una volta che l’esposizione è sistemata, potete muovere la macchina fotografica e ricomporre lo scatto, per ottenere l’inquadratura desiderata.

Scattate foto esposte correttamente: ricordate che una foto con luci ed ombre esposte correttamente può sempre essere modificata in post-produzione per ottenere una foto con dominanti scure o chiare. Se scattate sottoesponendo o sovraesponendo direttamente, vi state precludendo delle possibilità in post-elaborazione.

Attenzione ai colori: bianco e nero sono due colori che possono trarre in inganno facilmente l’esposimetro, fate attenzione quando scattate a soggetti di questi due colori in quanto la macchina fotografica potrebbe sovraesporre in maniera marcata, bruciando le luci dello scatto. Per accorgersi del problema, attivate se disponibile l’opzione che evidenzia le luci bruciate direttamente sullo schermo della macchina, in modo da accorgervi in tempo del problema. Non c’è niente di peggio che scattare ad una sposa e rendersi conto che il vestito risulta di un bianco privo di dettagli.

Usate la modalità Live View: nel mirino non avete possibilità di vedere esattamente quello che la macchina fotografica andrà a registrare, ma nella modalità live view di solito viene simulato il risultato finale prima ancora dello scatto: usatela quando siete in dubbio, meglio scattare “scomodi” per un poco ma avere le foto esposte correttamente.

Attenzione al flash: l’esposimetro non ha i mezzi per considerare l’illuminazione aggiuntiva che viene data da un flash, quindi fate attenzione che anche il flash in uso sia in grado di regolarsi in maniera autonoma, o compensate di conseguenza. Tornerò a parlare di flash in un articolo successivo.

A questo punto dovreste essere in grado di selezionare il modo migliore di esposizione a seconda della scena che volete fotografare, ma come sempre il consiglio è sperimentare in prima persona i diversi settaggi: conoscere la propria attrezzatura e le sue impostazioni è il primo passo per poter scattare serenamente, senza dover pensare a parametri e settaggi, e concentrandosi solo sulla scena davanti al nostro obiettivo.

Buona Luce!

 

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